Ho finito di leggere “Il giorno in più” di Fabio Volo, e lo si può riassumere così.
Parte come il diario di una sedicenne («L’ho vista in autobus e l’ho guardata riflessa sui finestrini», «Forse dovrei parlarle, forse no, forse sì, forse no», «Mi ha sfiorato la mano! Mi ha sfiorato la mano!»), poi prosegue come un Harmony («Il nostro rapporto è in crisi, lui non mi capisce», «Devo seguirla a New York, devo fare una pazzia!», «Ecco il diario in cui ho scritto di te per mesi»), poi ancora diventa un porno stile Elio in “Cara ti amo” («Ti passo un cubetto di ghiaccio intinto nel Cointreau sulla pancia dopo di che ti scopo bendata»), con tanto di immancabile doccia nudi, unguenti spalmati qua e là e pose acrobatiche (ma non troppe). Tutto questo nella prima metà del libro. Poi ritorna ad essere un Harmony scritto da un quindicenne e rimane così fino alla fine, con tanto di scontatissimo appuntamento a Parigi.
In mezzo a tutte queste diverse fasi, Volo ci propina alcune interessantissime pagine sulla stitichezza del protagonista e sul modo migliore di fare le puzzette in camera con la propria fidanzata, pagine che esprimono indubbiamente tutto il travaglio interiore del personaggio ma che forniscono anche un utile vademecum al lettore con problemi di motilità intestinale. Infine, alcune pagine sono pure state dedicate ai giochi da fare con un preservativo pieno d’acqua; per completare il quadro da adolescente sfigato mancava solo una guida pratica per combattere l’acne.
avermelo risparmiato