Si è sempre detto - o almeno l’ho sempre detto io - che Rovigo ha il più alto rapporto di follower pro-capite, cioè che vi è una concentrazione di cosiddette twitstar abnorme rispetto al numero di abitanti, ma nessuno aveva mai provato a mettere alla prova questa leggenda metropolitana convocando una twitpizza sul bel (?) suolo polesano.
Visto che a noi rodigini piace sfidare la sorte (non a caso viviamo in mezzo a due fiumi sempre in procinto di straripare) abbiamo deciso di provare a sfatare il mito optando per la stagione meno indicata, quella delle nebbie che ti circondano e non solo impediscono ai “foresti” di giungere in città, ma anche agli stessi rodigini di capire se sono ancora vivi oppure no. Ricordate la celebre scena della nebbia nell’Amarcord di Fellini? Ecco, Rovigo con la nebbia è peggio.
E così ieri sera, 22 gennaio 2012, ci siamo radunati in 8, ma con picchi poi di 12 persone (il dessert, si sa, attira sempre molti passanti, indipendentemente dal fatto che siano iscritti oppure no a Twitter) per una buona pizzata in compagnia. Visto che in passato ho sempre sciorinato, più che altro perché restino a futura memoria, dei resoconti di eventi simili, non potevo certo risparmiarmi da quello della twitpizza rodigina.
Erano presenti (nell’ordine seguito nel giro di presentazioni):
- @dgardina, avventuriero sulle strade dell’Inghilterra (che gira in lungo e in largo pur di sfuggire al Polesine), Apple-paladino, guida turistica per tutti gli arbitri di pallavolo che di tanto in tanto si recano in città. È inutile che proviate a seguirlo su Twitter perché non accetta gli sconosciuti, quindi buttatevi direttamente su Facebook (ndr: il lucchetto è stato tolto, quindi ora potete buttarvi pure su Twitter… e poi dicono che i post su Tumblr non servono).
- @edurocc, programmatore e possessore di gatto peloso (dopo la sua app per iPhone che permette di controllare le slide di PowerPoint e Keynote ci aspettiamo l’app che permetta di controllare anche gli animali da compagnia) (e anche l’app per controllare le suocere, che ce n’è ancora più bisogno), è stato l’unico veramente puntuale: mentre noi aspettavamo gli avventori al freddo dell’aria aperta, lui era dentro al caldo a twittare.
- @cliccacrive, quella che senza dubbio, moglie a parte, conoscevo meglio di persona, dati i trascorsi liceali e le amicizie comuni. È arrivata direttamente da Milano e ha retto stoicamente alla stanchezza e soprattutto alle chiacchiere da nerd. A quanto è emerso dalla serata, fa sport e si vede, parole di @intotheCoil.
- @altierigian, ragazzo dotato di una buona educazione che sfocia nello spam compulsivo (ogni volta che qualcuno lo followa su Twitter, lui ringrazia senza fare la mention in apertura, cosicché la sua timeline è tutta un grazie qua e grazie là), dal vivo sembra il tipico studente di scienze politiche. E, guarda caso, studia scienze politiche.
- Eleonora, imbucata (non è presente né su Twitter né su Facebook, quindi è stata guardata da tutti con una preoccupazione che nemmeno i tunisini a Lampedusa), ha tenuto un discorso ai presenti sulle iniziative del sito Rovigoduepuntozero.it e all’uscita, appena appena celata dalla nebbia, mi ha raccontato cosa dicono di me i miei studenti in giro per la città.
- @Zennatwist, al quale facevo animazione quando era un bimbo alto un metro e uno sputo (lui e i suoi amici tra noi animatori venivano amabilmente chiamati “i nanetti”) mentre ora sarà almeno uno e novanta; arrivato per il caffè armato solo di un maglione rosso fuoco e di una Moleskine, come un Hemingway in maglione rosso fuoco.
- @Sbianconiglio, la scrip del futuro, nel senso che alla sua età anch’io studiavo a Lettere e filosofia (anche se lei studia proprio lettere mentre io facevo storia), scribacchiavo sui quotidiani e sognavo di fare il giornalista. Lei mi sembra più sveglia di com’ero io, quindi le auguro di scegliere una suocera migliore. Stava benissimo vicino al maglione rosso di Zennatwist.
- Cinzia, altra imbucata, ma con la scusa di essere mia moglie. La conoscevo già. Prima ha spiegato il suo odio per le tipe che su Foursquare le rubano barando le mayorship, poi è stata l’unica a ordinare la pasta e infine invece del dolce s’è mangiata (con @intotheCoil) la frutta con la cioccolata della fonduta. Se era normale non la sposavo, ovviamente.
- @scrip, ovvero lo scrip del passato, presente e futuro. Ho ordinato la torta Sacher e così il Nanni Moretti che è dentro di me ha esultato. Ho sparlato di colleghi sconvolgendo vari ascoltatori e su Fabio Volo mi sono molto contenuto (almeno mi è parso, ma magari è un’impressione solo mia).
- @anarchicco, l’unico non rodigino della combriccola. Dopo che più o meno tutti avevano detto “padovani di merda” per quindici minuti, lui ha confessato di essere di Albignasego. Come se il difetto di essere padovano non bastasse, odia pure Apple e sostiene che il suo pc apre Photoshop più in fretta del Mac. Ha rischiato il linciaggio, ma io ho apprezzato il coraggio.
- @intotheCoil, partner di @anarchicco, rodigina emigrata a Venezia. Finalmente ci siamo incontrati dopo aver scoperto, in questi anni, che i nostri genitori si conoscono e vanno a cena assieme e che sua madre, quest’anno, è mia collega. Le ho sconvolto l’esistenza rivelandole il lavoro e il successo di amicizie comuni, mentre lei ha sconvolto la mia rivelandomi il colore delle acque della laguna veneziana e il fatto che in tutta Venezia non ci sia un solo forno a legna per fare la pizza come si deve.
- Massimo, altro imbucato, è arrivato al pagamento del conto: pensavamo facesse il bel gesto di offrire lui, ma non c’è stato verso. Non è su Twitter però in compenso su Facebook è presente due volte (ma lui si ostina a provare di farci credere che l’altro sia un omonimo). Pure lui lo conoscevo da prima, anche se ora ha un sacco di capelli bianchi (scusa Massi, non ho resistito).