Abito in una via di periferia (sempre ammesso che Rovigo sia abbastanza grande da avere delle zone che possono essere considerate periferia e non sia, in realtà, tutto centro storico) abbastanza tranquilla e isolata. Nella mia via non ci sono divieti di sosta ma nonostante questo non ci sono quasi mai auto parcheggiate ai bordi della strada; le case, sia che siano villette sia che siano appartamenti, hanno tutte il loro garage. C’è un supermercato, quindi un po’ di traffico si vede solo in certi orari e in certi giorni, ma per il resto per la via passano solo i (pochi) residenti.
Ieri era domenica e ho deciso di lasciare fuori, in strada, la mia auto. Io e mia moglie non abbiamo un garage, ma utilizziamo una specie di vialetto coperto da una tettoia; questo implica che le macchine stiano in fila una dietro l’altra, e per far uscire quella più interna si debba prima tirar fuori la più esterna. Di tanto in tanto, quindi, quando so che magari mia moglie la mattina deve uscire di casa prima di me, mi capita di lasciare la mia auto in strada, in modo da non doverla obbligare a lunghe manovre alle 7 del mattino. Lo faccio piuttosto raramente, ovvero meno di una volta a settimana in media, ma ogni tanto lo faccio. La macchina la lascio davanti al supermercato, dove c’è un parcheggio abbastanza ampio, libero e non riservato ai soli clienti, ma pubblico. O almeno in questi anni non ho mai visto cartelli o indicazioni che attestassero il contrario.
Stamattina, lunedì, sono uscito per andare al lavoro e, sotto la pioggia battente, mi sono accorto di un biglietto sul parabrezza, ancora abbastanza leggibile nonostante l’acquazzone. Diceva: «La macchina parcheggiatela a casa VOSTRA». Ci mancava solo il logo della Lega, qualche slogan tipo “Quelli che abitano dall’altra parte della strada ci vengono a rubare il lavoro” o cose del genere. A quanto mi riferisce la moglie, che in questo quartiere a differenza mia c’è cresciuta, si tratta di un primo avvertimento, a cui di solito seguono manovre concrete. Per dire, negli anni scorsi a mia suocera hanno rigato la macchina quattro volte: io pensavo fosse perché è suocera e, si sa, le suocere certe cose se le meritano sempre, ma a quanto pare un motivo vero non c’era.
Comunque ho controllato accuratamente i fianchi della mia auto, e tutto sembra in regola. Stasera la macchina l’ho messa dentro, anche se sono stato molto tentato dall’andare a mettere un biglietto su tutte le macchine parcheggiate davanti al supermercato, con scritto “Da quando in qua un paio di metri di asfalto pubblico sono casa tua?”. Poi ho lasciato perdere.
In compenso, l’impressione che ho maturato oggi, ripensandoci, è di abitare a Wisteria Lane. Dopo un anno, lo scorso, da casalingo disperato, il ricevere minacciosi biglietti anonimi da parte dei vicini mi ha fatto sentire un po’ il Mike Delfino della situazione. Anche se non ho i suoi muscoli e i suoi addominali. E anche se non so riparare i lavandini. Forse assomiglio di più a Orson Hodge, tutto sommato. O a Bree Van De Kamp, anche se a letto sono più compassato. Anzi no, assomiglio a Tom Scavo. Due figli li ho già, sono sulla buona strada. Meglio non dirlo a mia moglie, però.