Sono usciti in questi giorni un po’ in tutta Italia i nuovi manifesti per la campagna tesseramento 2011 del Popolo delle Libertà. Ebbene sì, nonostante il vistoso calo di popolarità del partito di Berlusconi, i suoi promoter hanno pensato fosse il caso di chiamare alle armi nuovi adepti, sicuri che questi accorreranno sulla nave che affonda.
Per prima cosa, saggiamente, hanno tirato via la faccia e il nome di Berlusconi, sperando così che uno s’iscriva non capendo bene a quale partito s’iscrive.
Poi, il secondo punto della strategia consiste nella decisione di sovrabbondare nelle preposizioni articolate, segno di fiducia nella crescita, di incentivo all’economia, di uno Stato che, anche col poco che ha, riesce a fare grandi cose. Da qui la frase che chiude tutti i cartelloni: «Iscriviti al il Popolo della Libertà». Doppia preposizione, sempre meglio abbondare, come dice Silvio alle sue festicciole.
Peccato che queste accorte operazioni di marketing siano state vanificate da alcuni clamorosi errori, dei veri e propri refusi che sono comparsi in tipografia e di cui i grandi gerarchi del partito non si sono ancora accorti. Ve li segnaliamo.

Ad esempio, qui è evidente che si è persa una parola: lo slogan elaborato dal Cavaliere e dalla sua task force era infatti “Sai distinguere il vero dal falso? No? Iscriviti al il Popolo della Libertà”. Ma andiamo avanti.

Qui l’errore consiste invece nella sbadata sostituzione di una lettera con un’altra. Lo slogan infatti recitava “Vuoi difendere la sua libertà?”. Infine concludiamo.
Qui manca ancora una volta un pezzo di frase. In origine la scritta era: “Ami davvero il tuo paese di merda?”.
Che dire? Non esistono più i tipografi di una volta.